MAI CADUTI, di Ivana Barbarino

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Quel mattino ci era stato impartito l’ordine di alzarci presto e di recarci nel salone delle grandi conferenze. Il cielo trasportava nubi nere cariche di pioggia e fulmini. Ci ritrovammo lungo il corridoio che conduce al salone, ma nessuno di noi sapeva il motivo di quell’adunata. La sala via via si riempì, perfino i più anziani erano presenti. Nessuno chiese loro se fosse mai capitata una simile convocazione; di sicuro era già successo, ma gli anziani tacevano: sapevamo che non avrebbero formulato ipotesi basate sulle loro esperienze passate.

Eravamo migliaia ed erano solo le sette del mattino. Fummo suddivisi in sei gruppi: il primo era costituito dai più forti e robusti; il secondo dagli anziani; il terzo da chi aveva conoscenze mediche; il quarto da chi era dotato di senso dello humour; il quinto da quelli che parlano poco e lavorano sodo; il sesto da chi, con le parole, riesce ad arrivare dove nessuno immagina. Ciascuno di noi era parte di una squadra, ma ancora non sapevamo ciò che ci avrebbero chiesto. Il silenzio era assoluto, impregnato di attesa e preoccupazione. La porta del salone si aprì e arrivò il Responsabile; prese posto sul pulpito al centro.

“Oggi” disse “il mondo ha bisogno di noi più di ogni altro giorno: tra poche ore un ponte crollerà e nulla sarà più come prima. Siete stati suddivisi in gruppi e questi saranno i vostri compiti: il primo gruppo dovrà raccogliere coloro che precipiteranno e sollevare in tempo chi sarà investito, perché nessun’anima deve toccare terra mentre cade o rimanere intrappolata sotto alle macerie, per questo abbiamo scelto i più forti tra voi. Il gruppo degli anziani dovrà lenire il dolore dei superstiti, dei parenti di chi se ne andrà e di quanti si smarriranno nella paura. Il terzo gruppo veglierà su medici e infermieri per infondere la forza nei loro cuori. Il quarto gruppo dovrà alleggerire lo spirito dei bambini, per mantenere accesa, dentro di loro, l’innocenza. Il quinto gruppo sarà con i soccorritori, chiamati a un lavoro duro e doloroso: dovrete sostenere la forza delle loro braccia. Il sesto gruppo, infine, avrà il delicato compito di suggerire le parole giuste a tutti gli uomini chiamati a spiegare, a consolare, a porre rimedio e a ridare fiducia a chi la perderà. Ora andate, esercito di Angeli. Quel povero mondo vi aspetta.”

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